Jueves, Julio 20, 2017
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Mi contribución desde Bologna

Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po’ molli

col seno sul piano padano ed il culo sui colli.

Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale

Bologna la grassa e inumana, già un poco Romagna e in odor di Toscana.

Bologna per me provinciale Parigi in minore,

mercati all’aperto, bistrot, della “rive gauche” l’odore.

Con Sartre che pontificava, Baudelaire tra l’assenzio cantava

ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare.

Però che Bohème confortevole, giocata fra case e osterie

quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie.

El Erasmus como paréntesis. El Erasmus como experiencia posmoderna. Siempre con fama de fiesta inacabable. El Erasmus como una noche que dura meses. Una rabieta anecdótica contra el paso del tiempo. Una liquidez sin caricias. Una libertad constringente. Un pulso a la finitud. Un marcharse dejando la llave en el buzón por la mañana. La consciencia de la brevedad frágil que te abraza por Whatsapp. La intolerancia hacia nada que dure. Las sábanas sin besos. La incapacidad de la mente humana por controlar lo que la mente humana ha creado.

Oh come eravamo poetici, ma senza pudore o paura

e i vecchi imberiaghi sembravano la letteratura.

Oh quant’eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna

cullati fra i portici, cosce di mamma Bologna.

Bologna è una donna emiliana, di zigomo forte

Bologna capace d’amore, capace di morte.

Che sa quel che conta e che vale, che sa dov’è il sugo del sale

che calcola il giusto, la vita e che sa stare in piedi, per quanto

colpita.

El dejar en suspenso la respuesta o abstenerse de formular la pregunta. Cuando definir el presente es convertir en indefinido el futuro. El estar de acuerdo con la indefinición del futuro. El aceptar vivir una vida en el único sitio posible: el vacío entre la finitud de nuestras acciones y la infinitud de nuestros propósitos. Que el tiempo solo le pase a un cuadro tuyo y te creas inmortal. El juego de ponerse límites a uno mismo. Un placer secreto. Un viaggio che ti porta dove è nata la música. Un mensaje en el espejo para cuando te despiertes. Entrare in un bar dove ti chiamano per nome. Leer con alguien y de vez en cuando intercambiar una frase, con una sonrisa cándida. Un abbraccio vero e senza fretta. Cambiar junto a alguien.

Bologna è una ricca signora che fu contadina

benessere, ville, gioielli e salame in vetrina

che sa che l’ odor di miseria da mandar giù è cosa seria

e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura.

Lo sprechi il tuo odor di benessere, però con lo strano binomio

dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio.

E i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono o oramai si son persi

confusi e legati a migliaia di mondi diversi.

El Erasmus cuando pierde su humanidad se pone insoportable. Demasiada modernidad, poco conservadurismo antropológico. Pocos placeres sencillos. Pocas cenas de viejos amigos. Pocas mujeres como un suave misterio. Poco agua. Besos de Facebook. Alienación del tiempo que te desgasta. Zombis viajantes. Goterones de arena seca; cuajada y dura. Desde el balcón necesario. Non c’è tempo per il profumo del pane appena sfornato. Neanche di consigliare una cosa a un amico e scoprire che ne diventa entusiasta. Tampoco que alguien se ría con tus chistes malos. No hay espacio para la incondicionalidad de las relaciones. Non c’è tempo di perdere il tempo.

Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente

cantando canzoni che è come cantare di niente.

Bologna è una strana signora, volgare e matrona

Bologna bambina perbene, Bologna busona.

Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto

rimorso per quel che m’hai dato e quasi ricordo e in odor di passato.

[Francesco Guccini, Bologna]

Roc Solà
Història a la Autònoma de Barcelona. L'Enric Parellada em va obligar a crear un blog i des de llavors porto La Trivial al cor.
https://rocsola.wordpress.com

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